Sai chi era il Dio Giano Bifronte?

Horti di Giano si prepara a percorrere il nuovo anno ricercando l’origine del proprio nome.
Per gli antichi romani gennaio simboleggiava un nuovo inizio che si incarnava proprio in questa divinità il cui sguardo volgeva al passato e allo stesso tempo al futuro.

Considerato, a detta di Varrone, il padre del creato e il custode della città in tempo di guerra, da lui prende forma quel suo affascinante mito che riecheggia ancora nello scandire del tempo: il primo mese dell’anno.

In effetti quando termina un anno e ne inizia uno nuovo, siamo abituati a fare l’analisi di quel che abbiamo fatto, gli obbiettivi raggiunti, quelli mancati e le aspettative per l’anno che verrà. È un periodo di passaggio, di mutamento, e ogni speranza per il futuro, in fin dei conti, è fortemente radicata nel passato.

Lo spirito del cambiamento per gli antichi romani si impersonava in Giano, il dio al quale è appunto dedicato il primo mese dell’anno. Questa misteriosa divinità era temuta per il suo legame particolare con la guerra ma anche venerata per la sua capacità di conciliare gli opposti: passato e futuro, prima e dopo, inizio e fine di tutto. Come descritto da Ovidio nei Fasti, Giano era presente quando i quattro elementi si separarono tra di loro dando forma a ogni cosa.

Oltre che per i romani, anche nel calendario gregoriano era presente Ianuarius, il mese di Giano, a guardia della fine di un anno e pronto ad aprirne un altro; tale scandire dei mesi fu mantenuto poi in epoca cristiana.

Perfino Sant’Agostino ne ha parlato nel De Civitate Dei  VII, 9 (La città di Dio) considerandolo il custode dei “passaggi”, terreni e ultraterreni, materiali e immateriali. Ad Ianum pertinent initia factorum, pertanto è il Dio omnium initiorum, cioè di tutti gli inizi. Ecco perché è chiamato anche Ianus Pater, e nei frammenti superstiti del Carmen Saliare, Giano è salutato con particolare enfasi come padre e dio degli dei stessi:

“cantate lui, il padre degli dei, supplicate il dio degli dei”.

Era nato in un’epoca particolare legata alle necessità di un uomo che guardava con attenzione alla terra e alla sua capacità di generare, ma anche al cielo al quale appellarsi per chiedere la protezione e l’aiuto ai propri dei. Se dovessimo ascoltare la parola di Friedrich Nietzsche, dovremmo dire che è una divinità del mattino, padre del creato e degli dei, considerato anche il primo re latino oltre che il protettore delle porte delle case e dei passaggi, quindi rivolto alla novità, alla ripresa di un nuovo ciclo umano quanto naturale.

Horti di Giano ha preso forma nel 2016 proprio con questi intenti, in cui la rinascita, il rinnovamento, l’aprire nuove porte potessero divenire parte centrale dello spirito che guida ogni attività culturale da portare avanti.

Abbiamo iniziato dalle attività dell’Associazione che ricercano l’evoluzione olistica sia umana che artistica, per poi giungere a quelle editoriali, intraprese in un secondo momento, che portiamo avanti con l’impegno e la voglia irrefrenabile di realizzare una cultura del Libro che divenga Arte vera e propria.

Aprire le porte a chi ama la cultura, sia per far entrare nuove risorse che per offrire al mondo quanto di bello cerchiamo di coltivare con Horti di Giano.
Questo è il nostro fuoco sacro.

Gennaio è un mese che sentiamo particolarmente vicino, ma vorremmo che in un anno ci fossero dodici Ianuarii, poiché non ci si deve mai stancare di dar voce alla cultura: il patrimonio più grande in grado di generare tutto il resto.

Questo è l’auspicio – altra parola legata agli antichi, la divinazione che interpretava i segni della Natura – che vogliamo fare a tutti: vivere il presente in prospettiva di un futuro migliore, guardando sempre al passato per imparare da esso, per crescere, per migliorarsi, per creare nuove opportunità attraversando nuove porte.

Horti di Giano sa che l’inizio di una nuova impresa richiede energie e determinazione, ma bisogna guardare avanti e perseverare nella ricerca del bello che ci appartiene e che costituisce il nostro mondo.

Il quotidiano che costituisce il nostro microcosmo fa parte di un macrocosmo che ci contiene, comune a tutti; siamo noi ad accettare di farne parte e aiutiamo a caratterizzarlo, a renderlo più bello, migliore.

Tutti i microcosmi insieme danno vita ed equilibrio a un mondo perfetto, l’essere nell’Universo.

Un buon 2020, carico di emozioni e Cultura dalla Redazione di Horti di Giano!

di Simone Colaiacomo

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