Può la lussuria invadere un monastero di frati puri e casti?

Il monaco (titolo originale “The Monk”) appartiene a quelle storie dell’immaginario gotico che hanno fatto da precursore a questo genere letterario.

Fu scritto infatti nel 1796 da Matthew Gregory Lewis, un autore londinese che realizzò questo controverso romanzo a soli vent’anni, raccogliendo un successo notevole, accompagnato da voci che gridarono allo scandalo per i suoi contenuti “alternativi”.

Nella sua prima stesura infatti, conteneva elementi del genere gotico tedesco, utilizzando ambientazioni classiche come abbazie e castelli ricolmi di fantasmi, tipici della dimensione horror.

Il narrato è contornati da eventi incestuosi, stupri, azioni violente e presenze demoniache.

La critica del tempo condizionò molto l’autore al punto da costringerlo a revisionare il testo nel 1798, apportando le censure del caso.

Percorriamo le ombre che ci vengono raccontate da questa storia.

Narra infatti della caduta del bel giovane monaco Ambrosio, che dalla vita esemplare vissuta in un convento di Madrid come superiore dei cappuccini, vissuta sempre nella purezza e lontano dal peccato, ha radicalmente e in modo inatteso cambiato direzione.

Ma partiamo dall’inizio senza anticipare i passi.

Da tutti considerato un sant’uomo, diviene il confessore più ricercato di Madrid. Una vita rigida in cui, l’unica debolezza è pregare davanti al quadro di una splendida Vergine Maria.

Ambrosio vive comunque ritirato nel suo convento, nella preghiera e nella meditazione.

Avvolto da una solitudine contemplativa, si affeziona a Rosario, un giovane novizio che vede nel monaco un esempio da emulare, vivendo ritirato nel convento, celando il suo volto nel cappuccio della veste sacra.

Il forte legame tra i due diviene amicizia e rispetto. L’unione si tramuta però in turbamento per Rosario, e quando questi confessa ad Ambrosio che la malinconia che vive dipende dal fatto che è in realtà una donna che, pur di stare vicino all’uomo che aveva adorato e ammirato, aveva preso i voti fingendosi uomo.

La rettitudine di Ambrosio viene meno e consente a Matilda – questo è il suo vero nome – di rimanere in convento mantenendo il suo segreto.

Il monaco, a contatto con la donna inizia a cedere alla lussuria, conoscendo la tentazione e il peccato.

Nel vedere il viso di Matilda riconosce un’inspiegabile somiglianza con il volto della Vergine dipinta, davanti alla quale si era tante volte inginocchiato in preghiera, e ciò lo sconvolge.

Ma le dinamiche oltrepassano – diremmo doppiano – i limiti già varcati, e il rapporto con Matilda non soddisfa più la lussuria del monaco.

Questi si invaghisce dell’innocente Antonia, che vede con regolarità presso la sua casa dove si reca con regolarità per alleviare le pene della giovane e della madre Elvira, in fin di vita.

Matilda si offre di aiutarlo ad appagare i suoi desideri carnali, facendo ricorso alla stregoneria invocando Lucifero.

Si alimenta così una delle storie horror tra le più bizzarre, in grado di devastare i personaggi e confondere il lettore, considerando che è stata scritta nel XVIII secolo.

Un rivoluzionario testo in cui perdersi, cedendo alla tentazione di una lettura carnale raccontata in modo esemplare da Lewis.

Il seguito di questa vicenda devi scoprirlo da solo, leggendo come lussuria, delitti, torture, danze di emozioni e di passioni siano portate all’eccesso, governando questo romanzo gotico fino al confine di quella che definirei una delle più bizzarre storie horror scritta più di due secoli fa.

Genere: horror/gotico
Edito: Vari editori (prima edizione 1796)
Prendi la tua copia de Il monaco

di Simone Colaiacomo

Se ti appassiona la lettura gotica, leggi la recensione del libro curato da Dario Pontuale sui racconti gotici italiani di fine ‘800!

 

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