La capacità di trasformare le parole in immagini con una matita dal tratto gotico.

Rachele Bini completa il viaggio in Gotico italiano Vol.1 intervistando anche il disegnatore Vincenzo Odore.

R.B.: Ciao Vincenzo, innanzitutto grazie per la tua disponibilità per questa intervista. Per presentarti ai nostri lettori ti chiedo: “Chi sei? Come nasce la tua passione per il disegno? Che studi hai intrapreso?”

V.O.: Ciao Rachele e un saluto a tutti i lettori! Mi chiamo Vincenzo, come da tradizione nella mia famiglia.

Sono laureato in architettura e mi occupo di troppe cose tutte insieme, tra cui fumetti e illustrazioni.

Dire che disegno da sempre sembrerà una banalità ma è una verità, probabilmente necessaria, che accomuna tutti quelli che orbitano intorno all’enorme universo del disegno.

Ho frequentato il Liceo Artistico A. Sabatini di Salerno, per poi approdare alla facoltà degli studi di Napoli Federico II. Duranti gli anni universitari ho frequentato la Scuola di comics di Napoli dove ho imparato le basi del fumetto.

Dopo la laurea, la mia professione mi ha allontanato dal mondo del disegno professionale, continuando comunque a coltivarlo come autodidatta, col fine di ottimizzare il mio stile.

Negli ultimi anni questa passione ha preso piede in modo più forte e sto cercando di trasformarla in una vera e propria professione.  

R.B.: Puoi spiegarci che cosa è Gotico italiano? Come nasce la tua collaborazione con questo format?

V.O.: Gotico italiano è un progetto ambizioso che, per quanto ne sappia, non ha molti precedenti. Sono una serie di albi che avranno, per ora, cadenza trimestrale e comprendenti al loro interno due storie: la prima in forma di fumetto, la seconda come racconto, entrambi autoconclusivi.

Il tema centrale è un horror che strizza l’occhio a temi sociali

ed ha come sfondo, ambientazioni tutte italiane, riscoprendo i piccoli borghi tipici e spesso dimenticati della nostra penisola.

Anche questo in forte contrasto con la maggior parte dei format prodotti oggi che prediligono grandi città europee o i classici panorami americani, che prevalgono nel nostro immaginario, soprattutto cinematografico.

La mia collaborazione è iniziata in un modo che oggi possiamo ritenere comune per mettere in contatto case editrici, autori e disegnatori: tramite i social.

Per avviare questo progetto, la Horti di Giano era alla ricerca di disegnatori e, per trovarne, pubblicò un’inserzione su una delle tante pagine dedicate agli artisti di Facebook, alla quale risposi inviando il mio portfolio.

Questo per sottolineare quanto oggi social e affini siano utili per chi voglia intraprendere questo lavoro, a dispetto di quanto avveniva in passato, quando, per confrontarsi con questa realtà bisognava per forza di cose armarsi di tanta pazienza e fare la fila a alle fiere o andare a citofonare direttamente alle sedi delle case editrici.

Lo si fa ancora, intendiamoci, ma possiamo dire che oggi ci sono molte più strade e possibilità.

R.B.: Gotico italiano nasce quindi da una collaborazione tra più artisti. Gotico italiano – Il vizio di uccidere in particolare, è stato ideato da te e Salvatore Napoli, autore della storia che prende vita nei tuoi disegni.

Come ti sei organizzato/approcciato nella realizzazione dei disegni e come è stato il rapporto tra te e Salvatore Napoli?

V.O.: Salvatore aveva già scritto alcuni romanzi, ma era alla prima esperienza per una sceneggiatura a fumetti.

Devo dire che c’è stata subito una buona sintonia; il suo lavoro era molto dettagliato, cosa che può facilitare il lavoro evitando troppi errori e correzioni successive.

Allo stesso tempo, Salvatore si è dimostrato molto flessibile in cambiamenti nei casi in cui ho avuto qualche esigenza rappresentativa.

Durante la realizzazione del primo albo ci sentivamo spesso, insieme a Simone Colaiacomo, confrontandoci sull’avanzamento dei lavori.

R.B.: C’è una parte di Gotico italiano – Il vizio di uccidere che preferisci? Perché?

V.O.: Uno degli aspetti che mi ha interessato sin dalla nascita del progetto è stata l’ambientazione. Ho sempre amato i piccoli borghi, in particolar modo quelli poco conosciuti perché, avulsi dal turismo di massa, mantengo un aspetto tradizionale spesso sottovalutato.

Un’altra passione che ho da sempre è per l’horror, quindi far grondare metaforicamente sangue da queste antiche pietre è stato divertente.

R.B.: Nel graphic novel c’è una forte presenza dei borghi italiani. Come li hai scelti?

V.O.: Come detto sopra, Salvatore mi ha fornito una sceneggiatura molto dettagliata, piena di particolari e spunti.

Ho iniziato quindi a documentarmi e tra i tanti spunti, molti sono di piccoli borghi in Basilicata o di Matera.

Questo perché, da un lato, mi faceva piacere realizzare una scenografia che si rifacesse alla terra natia di Salvatore, dall’altro ben si adattavano al racconto.

Purtroppo, quando ho iniziato a documentarmi, eravamo in piena pandemia, quindi quasi tutto l’immaginario è stato preso da internet, con immagini spesso caricate da ignari sconosciuti che quotidianamente arricchiscono la rete con foto personali.

Già questo dovrebbe far venire un brivido lungo la schiena, che si bagna di sudore freddo.

Ho però scelto di non rappresentare posti noti e riconoscibili delle cittadine, bensì quegli spazi sconosciuti ai più, fatti di piccole viuzze, cortili privati e strade secondarie.

R.B.: Perché dovremmo leggere Gotico italiano? 

V.O.: Gotico Italiano è un prodotto inusuale, fatto da una storia a fumetti e da un breve racconto; già questa particolarità dovrebbe destare molta curiosità.

Poi è horror e, si sa, gli amanti del genere non ne hanno mai abbastanza, quindi consiglio di non farsi mancare anche questa esperienza.

R.B.: Hai dei progetti futuri? Se sì, quali?

V.O.: In realtà tanti e a volte sembra non avere mai abbastanza tempo.

Innanzitutto sto aggiornando il mio portfolio con parecchi lavori completamente nuovi.

Attualmente sto lavorando sul prossimo numero di Gotico Italiano in uscita il 1 novembre e (come se non bastasse) sto scrivendo un progetto tutto mio che spero veda presto la luce, ma sul quale non accennerò nulla, per scaramanzia.  

R.B.: Dove possiamo trovarti? Puoi lasciarci i tuoi contatti?

V.O.: Per motivi lavorativi preferisco Instagram; per chi si occupa di illustrazione, fumetto o arte figurativa, in genere  è una delle piattaforma ideali per mostrare i propri lavori e, magari, farsi notare.

Potete trovarmi con @smellart_ anche se, purtroppo, non riesco ad aggiornarla con frequenza ma ci sto lavorando per riprendere l’abitudine.

 Intervista di Rachele Bini

Prendi la tua copia di Gotico italiano Vol.1 – Il vizio di uccidere!

Puoi leggere l’intervista a Salvatore Napoli su Gotico italiano Vol.1

Grazie a tutti quelli che leggeranno queste righe e a quelli che hanno fornito inconsapevolmente del materiale documentale, per la realizzazione dell’opera in un periodo in cui viaggiare era diventato quasi un sogno!

 

 

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