Quanto può essere piacevole e avvincente il viaggio nel mondo del fantasy generato dalla penna di Andrzej Sapkowski?

Immergiamoci nel mondo fantasy generato dalla grande mente dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. Parliamo de La stagione delle tempeste (Sezon burz), ultimo romanzo della Saga dello strigo Geralt di Rivia raccontata anche su Netflix nella serie televisiva The Witcher.

Questo libro non è in realtà il seguito della saga conclusa con il precedente libro La Signora del Lago. È infatti ambientato nei luoghi descritti da Il guardiano degli innocenti, in un periodo precedente al suo obbligo di esser legato alla legge della predestinazione a Ciralla.

Entriamo nel vivo della trama.

Lo strigo viene arrestato nella cittadina di Kerack.

Le false accuse mossegli contro lo tengono per quattro giorni in prigione, ma un anonimo benefattore paga la sua cauzione e lo libera. Scopre però che le sue spade sono state rubate.

L’incontro inaspettato con il poeta Ranuncolo, suo vecchio amico, lo mette a conoscenza del fatto che questi è il cugino del procuratore reale Ferrant de Lettenhove, e tale parentela lo aiuta durante una situazione spiacevole in cui viene a trovarsi coinvolto.

Il bardo rivela a Geralt che le false accuse sono state mosse da colui che poi ha pagato la cauzione, e tale stranezza deve avere delle spiegazioni serie. La benefattrice è la maga Lytta Neid.

Lo strigo parte a cercarla, anche perché deve ritrovare le sue spade.

Attraverso il potere dell’idromanzia, la maga lo aiuterà e nasceranno intrecci interessanti, tutti da leggere!

Tra maghi trattenuti in una sorta di zoo della magia e regnanti egemoni, oltre a eccentrici personaggi che hanno fatto della conoscenza e del progresso una ragione di vita, anche calpestando tutto e tutti in loro nome le avventure non mancheranno.

Sapkowski non era certo intenzionato a dar vita all’ennesimo eroe privo di macchia, in grado di seguire la sua strada in nome del bene supremo. Geralt non è infatti un cavaliere puro o un difensore degli ideali di libertà e giustizia, anzi è una persona piena di difetti, di segreti e presenta nel suo intimo delle oscure pulsioni che lottano costantemente per emergere e manifestarsi.

In questo romanzo, come nei precedenti, a volte il nostro eroe si dimostra spettatore delle vicende, quasi a dover convivere con gli eventi che lo coinvolgono.

Diviene attore quindi condizionato da elementi che smuovono un ordine precostituito.

Sono diverse le prove che Sapkowski gli fa affrontare, quasi come un Ercole mitologico che deve avanzare lungo il suo impervio cammino.

Forse le dinamiche narrative portano alla soluzione di un intrigo in modo decisamente rapido, nonostante la costruzione della situazione sia stata lunga e articolata; così da passare all’intrigo successivo.

Ma i colpi di scena ripagano subito la rapidità d’esecuzione nella conclusione di un atto.

Un classico d’avventura che Andrzej Sapkowski ha saputo dosare con dialoghi all’altezza, pesata ironia, situazioni estremizzate al limite dell’assurdo e divertenti momenti da gustare per un fantasy che si può leggere anche senza aver completato il viaggio nella saga che lo ha preceduto.

“È tempo di rimetterci in viaggio, Ranuncolo.”
“Ah, sì? E per dove?”
“Ha qualche importanza?”
“A dire il vero, no. Andiamo.”

Genere: fantasy
Edito: Edizioni Nord (2016)
Prendi la tua copia di La stagione delle tempeste

di Simone Colaiacomo

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