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8 PERSONAGGI CREPP

8 PERSONAGGI: C.R.E.P.P.

C.R.E.P.P. è il romanzo di apertura di una trilogia che segna periodi diversi del ciclo della vita. In questo primo volume si racconta di Paolo e Irene, due degli otto protagonisti di questo viaggio che sta a simboleggiare la prima delle tre fasi: la tesi.

In filosofia la tesi è un’ipotesi, un’idea, il punto di partenza al quale seguono antitesi (una verifica necessaria a confutarla o confermarla) e sintesi (la conclusione che dovrebbe corrispondere alla verità).

Arricchito dalla prefazione dello storico dell’arte, prof. Valerio Vernesi, sintetizza la tesi che si sovrappone al periodo della giovinezza, a cui seguiranno le altre fasi con i romanzi Per aspera ad astra (maturità) e Continuare a sognare (senilità). Le emozioni, gli amori, le preoccupazioni dei personaggi si intrecciano scivolando dalla gioventù alla vecchiaia, attraverso il racconto di Annibale che in tarda età raccoglie i ricordi e alcune lettere lasciate dai suoi amici per scrivere il libro delle loro vite.

La giovinezza, dal sapore agrodolce, è il fulcro e l’anima di questo primo episodio di 8 personaggi, dove le riflessioni hanno l’impeto del primo periodo della vita nella contrapposizione degli opposti: vita e morte, amore e odio, viaggio e ricerca interiore.

COSTOLA 8 PERSONAGGI
Simona Marocco

L’INGANNO DELLA SOLITUDINE

Tommaso lavora in un call center e vive la monotonia della quotidianità. Rossana fa l’insegnante e ha perso da poco il suo controverso amore. Valeria è un’adolescente che ha dovuto sopportare la malattia di una madre distratta, insieme a suo padre Daniele che si è dovuto caricare sulle spalle il peso delle responsabilità, annientandosi.

La vita a volte ci pone davanti a situazioni più grandi di noi. E quando accade, non sempre si ha la forza di affrontare un oggi che può sembrare insormontabile.

Eppure le risorse degli esseri umani possono stupire al punto da far superare ciò che, al momento, appare insormontabile.

Questa capacità può essere interna come provenire da qualcuno in grado di dirci la cosa giusta al momento giusto; talvolta si palesa un’opportunità che mai avremmo immaginato potesse presentarsi.

“L’inganno della solitudine” evidenzia la fragilità dell’animo umano, condizionabile quanto malleabile, e Simona Marocco è riuscita a intrecciare le vicende di quattro personaggi che probabilmente da soli si sarebbero persi nell’oscuro viaggio della solitudine, ognuno trasportando sulle spalle il peso della propria esistenza, come farebbe un Atlante della sofferenza. Ma si sa: c’è sempre speranza…

All’interno, prefazione del dottor Mirko La Bella, psicologo, psicoterapeuta e docente all’Università di Torino.

 SCIROPPO DA MORE – BRUNETTE LIQUIDE

Paolo Bruni è un autore dinamico, multiforme, aperto a intraprendere con coraggio strade nuove e a costruire ponti umani, senza paura che crollino.

D’altronde, le sue stesse origini sono un crocevia di direttrici culturali che si intersecano: la Sicilia e la Calabria sono le terre dei suoi antenati, mentre Roma è la città in cui sono nati, e tuttora vivono con le rispettive famiglie, il padre Nicola, giornalista di successo, e il poeta stesso.

Parlare di sonetti nel ventunesimo secolo potrebbe sembrare a molti fuori tempo massimo.

Eppure, leggendo i versi del Bruni, si coglie un’energia vitale inossidabile, impermeabile alla liquida erosione del tempo.

Il potere di un verso calibrato, la rima adeguata, la dovizia di particolari che volge al dettaglio sempre e comunque determinano l’evoluzione di una raccolta che trasuda da ogni sillaba l’essenza pura del poeta che viene assorbito dalle sue stesse parole.

Si colgono momenti in cui la dolcezza è come un mare calmo, lievemente increspato da una brezza disposta ad accarezzarlo, che si tramuta di colpo in tempesta.

In “Sciroppo da more – Brunette liquide” le emozioni divengono musica, poiché l’armonia si sposa perfettamente con l’arte ardita della parola ed entrambe danzano insieme scivolando giù fino a un bivio inatteso, dove si palesa l’alter ego dell’autore, quel Paul Bernàc che, con prepotenza quasi irriverente, si fa largo là dove il Bruni non oserebbe metter piede.

Qui, da questo suggestivo sdoppiamento, nasce un’irresistibile fascinazione la quale genera, per incanto, la poesia della vita, che nasce come un incontro effimero ma, proprio per questo, magico e irripetibile.

ROMARTE: PASSEGGIANDO ALLA SCOPERTA

DEI CUORI DI ROMA

Un viaggio fotografico dove arte, ricordi, emozioni e poesia si incrociano, raccontando l’infinita bellezza della città eterna. Alessandro Di Leginio percorre Roma fotografandola con i suoi occhi, immortalando la bellezza che caratterizza la sua città che sa amare e valorizzare, impreziosendola ulteriormente con l’emotività del vivere.

Ogni incontro, casuale o ricercato, porta a fermare un momento ben preciso e questa è stata la magia che vent’anni di passeggiate romane hanno generato, modellato e poi trattenuto nel tempo e nello spazio.

Le statue, i palazzi, i monumenti, i vicoli e ogni elemento, anche il più semplice o anonimo, ci parlano di storie vissute, di donne e uomini che hanno calpestato un selciato, un prato, il pavimento di un museo lasciando la propria impronta tangibile quanto invisibile.

RomArte è un modo diverso per visitare Roma, una guida tutt’altro che fredda, distaccata, didascalica.

Questo volume vive di vita propria, perché racchiude i vissuti dell’autore come fossero un’estensione della sua essenza.

DYSANGELIUM

Come sarebbe oggi il mondo se nel 1962, in piena Guerra Fredda, un aereo U-2 americano avesse lanciato un missile contro un mercantile sovietico colpevole di aver superato di pochi metri il limite della quarantena in cui versava la popolazione cubana?

E se quella nave, apparentemente trasportante viveri per i cubani affamati a causa dell’embargo, contenesse segretamente delle testate nucleari dirette all’isola caraibica?

Se la Terra fosse precipitata nell’Apocalisse, e i pochi sopravvissuti si fossero rifugiati in Fortezze sotterranee, cosa troverebbero fuori dai rifugi dopo mezzo secolo dalla catastrofe atomica?

Questo romanzo fantascientifico post-apocalittico è un libro che contiene molto più di una storia parallela alla nostra realtà odierna. Contiene al suo interno una dimensione distopica che racconta le vicende dei sopravvissuti nel sottosuolo, in bunker realizzati, prima della catastrofe, grazie all’aiuto della Chiesa di Roma che avrebbe così garantito la sopravvivenza della specie umana.

Ma il tempo distorce le menti, e la curia, nel dimostrarsi avida di potere e benessere, avrebbe indotto i pochi affamati rimasti a venerare come salvatori i membri di una Chiesa che, perlopiù, avrebbe perso quell’animo buono che l’avrebbe dovuta rappresentare.

Il ritrovamento da parte del giovane Sibo Krause di un libro senza autore, diverrà lo strumento della rivolta condotta da una parte dell’esercito, conducendo a una scissione guidata dal pensiero del nichilismo, che spaccherà in due l’Europa, unico continente che avrà in parte resistito alla fine del mondo.

Città distrutte, campagne abbandonate, il giorno è soffocato dall’oscurità e dal cielo cade cenere e pioggia acida.

Ma il pericolo arriverà anche dalla Terra emersa. A 58 anni dall’Apocalisse, scopriranno una nuova razza umana di feroci e affamati Abomini, generata dalle mutazioni causate dalle radiazioni e miracolosamente rimasti in vita.

Alla morte del Papa, nel 2020 un viaggio per le terre selvagge e oscurate dalle nubi di cenere vulcanica riversate nel cielo per decenni, verrà compiuto da un manipolo di soldati guidati dal comandante Serse Foscari, per scortare alcuni cardinali attraverso l’Italia infestata dagli Abomini e dalle truppe dell’esercito Nichilista alla cui testa vi è l’Epurgalion Flavio Valerio Neroni, che si oppone al Potere temporale di una Roma corrotta nello spirito.

La giovane e ribelle Keira Knights si troverà incastrata in dinamiche più grandi di lei, reietta tra gli ultimi di una civiltà decaduta.

Simone Colaiacomo ha condensato in questo suo quarto romanzo un’infinità di aspetti che hanno restituito così un’opera carica di pathos, emozioni, avventura, pensiero filosofico e distopico, liberando un ritmo che permetterà di compiere il viaggio verso la rinascita di un mondo che sembra volgere al termine.

Perché la possibilità di riscatto è sempre più vicina di quanto possa sembrare, e la redenzione può dimostrarsi salvifica.

Un romanzo filosofico-esistenziale inglobato in un presente parallelo post-apocalittico, in cui l’uomo deve cercare di sopravvivere a ogni costo.

NEXT STOP ANAGNINA

Un viaggio divertente sui mezzi di trasporto di Roma che coinvolge e mette di buon umore, condito dagli atteggiamenti e dalle abitudini dei romani che si interfacciano con gli ignari turisti.

Non a caso la metropolitana della capitale è da sempre al centro dell’opinione pubblica per la sua “alternativa” efficienza (chiamiamola così!).

Meri Jo, con il piacere della spontaneità ha dato forma a un suo personale quanto condivisibile flusso di pensiero che lo si potrà riscontrare nella quotidianità di chi prende i mezzi pubblici.

Un modo diverso per vivere e ridere sulle dinamiche talvolta impensabili che caratterizzano le persone che viaggiano in particolare sulla metro A di Roma (suo abituale tragitto), sensazioni e impressioni nate da pensieri e riflessioni generate da simpatiche scenette che l’autrice ha realmente riportato sui memo durante i suoi quotidiani e avventurosi spostamenti nella città.

Tali post-it sono divenuti libro, riportando avvenimenti unici anche al limite dell’assurdo, accompagnati dai corsi e ricorsi a cui i viaggiatori possono (comodamente?) assistere in qualità di pubblico, alla prima di quel fantastico spettacolo trasmesso dalla Atac Company & Production.

NOSTRA SIGNORA DELLE CENERI

Abigail è una ragazza incastrata nella sua complicata adolescenza, a seguito di un incendio nella biblioteca di Perugia in cui si è trovata prigioniera; pur uscendone miracolosamente incolume, si trasferisce a L’Aquila con la famiglia per sfuggire ai media.

Da quel drammatico evento, le fiamme condizionano la sua esistenza, al punto da tentare alcuni mesi dopo di darsi fuoco con dei carboni ardenti, per capire come mai non aveva subito danni al contatto con il fuoco. 

Roma, Anno Domini 2013.

Una serie di delitti a sfondo esoterico avvengono nella capitale. A indagare, il commissario Flavio Adamic e la sua gemella, suor Anastasia, che anni prima era stata un esorcista e che aveva abbandonato l’Ordine per un rituale finito male.

Altro personaggio, il vecchio custode di un cimitero, Ezechiele Moresco, visionario che parla con le tombe e che guiderà a suo modo la giovane da poco trasferitasi a Roma.

Il giorno del suo diciottesimo compleanno, alla vigilia di Ognissanti, il caso conduce Abigail nel cimitero Acattolico alla Piramide Cestia, dove inizia un viaggio interiore alla scoperta di se stessa.

Fulcro e contorno delle vicende, una serie di furti e omicidi a sfondo esoterico che toccano, tra l’altro gli Ossari di mezza Europa. 

Un antico e misterioso Ordine di esorcisti scisso secoli prima si mostra al mondo, una profezia, complotti in Vaticano ed intrecci inattesi si sovrappongono in questo occulto Urban Fantasy che sfiora continuamente momenti di suspense che accarezzano paure ataviche. Il Bene e il Male si alternano, si scambiano, si confondono in una danza degli eccessi che investono le anime dei personaggi tra una possessione ed un esorcismo, il cui suggestivo scenario non poteva che essere costruito nell’ineguagliabile cornice della città eterna.

I personaggi faranno vivere i luoghi calpestati in modo unico, tra arte, mistero, folklore e legende al punto da sentirsi nel libro con la mente, lo spirito e oltre…

IL DUBBIO DI SIGNORA MORTE

Se cerchi un libro per divertirti pagina dopo pagina, questa raccolta di racconti fa per te! L’humor nero da sempre ha rappresentato una forma d’arte letteraria al confine tra il serio e il faceto, dove la scena di per sé drammatica si condisce di una derisione di un qualcosa che andrebbe di norma rispettato. Ma scherzare sulla Morte è il miglior modo per esorcizzarla, e come lo fa Francesco Loretucci merita di esser detto. In alcuni racconti la profondità del messaggio presente sotto alla storia, toccherà il cuore del lettore.

Di certo la Morte, nell’immaginario collettivo, ha da sempre rappresentato quella fase della vita che ogni persona di certo spera di raggiungere il più tardi possibile. La paura di morire è, senza dubbio alcuno, presente in quasi tutte le culture del genere umano.

Non a caso la tanatofobia appartiene alle paure ancestrali che molti cercano addirittura di esorcizzare, perché fa parte del ciclo naturale della vita e non ci si può sottrarre in alcun modo, dal momento che prima o poi arriverà.

La morte in un verso o in un altro, diviene protagonista attraverso il dipanarsi delle storie che andrete a leggere. I personaggi giocano sulla sottile linea che li potrebbe condurre a scavalcare oltre, per perdersi in un’altra dimensione dalla quale non sarebbe poi possibile fare ritorno. I racconti di Francesco Loretucci si immergono nel tema della morte sotto vari aspetti: alcuni ilari, alcuni sarcastici, altri in cui la morte non è una vero trapasso fisico, ma dell’anima o della concezione stessa della vita.  

L’Autore sa scherzare e far ridere anche su temi drammatici, e come un cabarettista delle parole d’inchiostro su carta, tocca temi anche dolorosi ma con fine dovizia. 

Ci sarà da ridere, riga dopo riga!

CUORE D’OMBRA

Sulla linea di confine tra una raccolta poetica ed un poemetto lirico, Cuore d’Ombra racchiude le emozioni tra i venti e i quarant’anni dell’Autore, esplora la sua esistenza in un viaggio contornato dagli elementi del tangibile e quelli immateriali che maggiormente lo hanno segnato, in positivo e in negativo. 

La Natura è indagata attraverso un viaggio legato al mare, dove la sabbia, l’acqua e il vento incantano il lettore, avvolgendolo nell’esplorazione delle parole che danzano. 

Si percepiscono le pulsioni del suo essere, a tratti oscure, in altri luminose, tramite le quali vengono trasmessi i vissuti dell’Autore, attraversando i suoi primi passi della prima maturità, poi la caduta nell’Abisso e la sua seconda maturità. 

Altro nodo emotivo stringe la Luna e il Sole, che si inseguono in un cerchio dove Tempo e Spazio si dilatano e comprimono di continuo, ispirando il ciclo degli eventi, governati dall’amore e dal dolore. 

Segue il Sogno, che rende possibile ogni evento, manifestando i desideri e gli incubi fusi in un vortice di sensazioni umane quanto soprannaturali. 

L’Ombra diviene centrane come estensione del proprio essere, governando gli eventi come munita di vita propria. 

A condire il tutto, i miti, che accarezzano il viaggio nelle emozioni di Simone Colaiacomo, ancorando i versi ora liberi, ora legati agli archetipi che appartengono al profondo.

Prefazione del poeta Giacomo Caruso.

MARTA E KIN, SALVARE LA TERRA!

La Confederazione Spaziale ha raccolto i popoli del cosmo che hanno raggiunto la civiltà, elevandosi culturalmente e superando i limiti del sistema del profitto. Sulla Terra abita invece un popolo barbaro, ancora legato al denaro, che si sta autodistruggendo giorno dopo giorno. 

La Confederazione ha deciso di provare a salvare gli Umani e aiutarli a compiere il passaggio verso la civiltà, attraverso una missione condotta da due ricercatrici, Marta dalle fattezze umanoidi seppur più grande e Kin, dai lunghi tentacoli e simile a un calamaro le quali, una volta giunte nella base lunare da cui organizzeranno l’approccio con i terrestri, troveranno ad aiutarle due curiosi personaggi. 

Il primo contatto con i governanti dei paesi più potenti condurrà a risvolti lontani dalle aspettative iniziali, a causa della mentalità gretta e retrograda degli Umani. 

La Confederazione non si dà per vinta, dal momento che i terrestri sono dotati di un talento musicale che non si può lasciar disperdere. 

Un romanzo a cavallo tra la fantascienza e la sociologia, dove il cuore del messaggio che l’autore cerca di trasmettere volge a salvaguardare il nostro caro pianeta, che lentamente volge al declino a causa della mano troppo pesante dei suoi abitanti più evoluti.

L’economia circolare diviene il fulcro di una società in grado di recuperare gli scarti che produce, rinnovandoli, tramutandoli, rendendo così più sostenibile la vita, più sano il nostro pianeta, più vivibile una vita che generazione dopo generazione diverrà sempre più difficile.

Un bel messaggio da leggere tutto d’un fiato in questo libro che fa riflettere, strumento di relax, mezzo per vivere una storia, ma indicativo per sensibilizzare adulti e ragazzi attraverso il suo obbiettivo: Salvare la Terra!

NEL CORRIDOIO DELLA NOTTE

Sembra di essere stati catapultati indietro nel tempo, quando scrittori come Edgar Allan Poe, Igino Ugo Tarchetti, Horace Walpole o ETA Hoffmann scrivevano avvolti nelle loro storie del terrore o delle angosce, dove l’inquietudine condizionava le parole, in cui quel tocco gotico emergeva come novità letteraria.

La psicologia di un personaggio assumeva un aspetto centrale, critico, indispensabile.

Oggi la letteratura e ancor più il cinema richiedono sempre più storie dal ritmo incalzante e invadente, e il lato psicologico potrebbe non dimostrarsi indispensabile. Ma le paure ancestrali appartengono all’essenza dell’individuo e hanno un ritmo tutto loro.

Mai come in questi cinque racconti horror di Salvatore Napoli, l’animo umano subisce inerme quel tocco del malvagio insito in ogni persona.

Ma la via della redenzione è sempre dietro l’angolo, così come quella della dannazione eterna.

Cinque racconti, alcuni brevissimi quanto istantanei nel raggiungere l’emotività del lettore, altri più strutturati e articolati, in grado di mantenere il pathos e l’attenzione sempre vigili.

L’autore, alla sua seconda pubblicazione, scandisce i tempi della quotidianità, quella ordinaria, arricchendola con l’incognita dietro l’angolo, che può trasformare la vita di una persona in modo “fatale”.

Ma al contempo, sa indirizzare le sue storie nella direzione del cyber horror, accarezzando la psiche con gli artigli dell’ignoto, come note letali suonate magistralmente sulla tastiera di un pianoforte, ultimo atto del concerto più bello, prima di sferrare il colpo di grazia.

Echi dal passato rimbombano Nel corridoio della notte, dove tutto può succedere, e l’Autore lo fa “con la medesima crudezza, e con l’ambizione di evocare la poesia della morte” (cit. Ivan Zuccon).

Prefazione del regista horror Ivan Zuccon.

BLUE ROOM HOTEL

Se cerchi una città dall’atmosfera cupa, con zone e bassifondi dimenticati da tutti, dove gli ultimi sono liberi di fare ciò che vogliono al punto che la polizia non osa nemmeno avvicinarsi, allora l’hai finalmente trovata.

Tap Town, al pari della miglior Gotham City o di una Sin City a tocchi rossi su gradazioni di grigio, è il luogo in cui si materializzano tra la nebbia le figure più disgraziate e spietate. 

Il sindaco di Tap Town, Jasmine Brune, con un emendamento speciale, ha proibito l’utilizzo di carta e inchiostro a favore della pubblicazione digitale, unico mezzo legalizzato.

Come per ogni cosa, nell’oscurità vi è sempre chi, in modo clandestino, continua a scrivere sulla carta, sempre più difficile da reperire. 

Fra questi, Billy Ray è il più astuto e irraggiungibile di tutti.

Per debellare definitivamente gli scrittori di cartacei, il capo della polizia, Philipe Gore, organizza rastrellamenti ovunque per sequestrare tutti i libri cartacei presenti in città riuscendo ad impedire anche l’importazione dai centri abitati limitrofi.
Oltre all’azione della polizia, diversi scrittori di cartacei vengono misteriosamente trovati uccisi e qualcosa li lega al più famoso albergo della città, il Blue Room Hotel.

Un alone di mistero o forse una maledizione circondano questo albergo, fatto sta che se uno scrittore vi entra è condannato a morte. 

Quando anche il decesso di Billy Ray sopraggiunge, conseguenze oscure per il destino dei libri e della carta prendono a materializzarsi.

C’è qualcosa di spaventoso dietro la Stanza n. 14 del Blue Room Hotel, e spetta forse ad Adam, uno tra gli ultimi, un tempo editore di cartacei a scoprirlo?

Un noir che sfocia nel giallo, dal ritmo coinvolgente e dalle atmosfere cupe, dove i bassifondi la fanno da padrone, dove solo chi è invisibile riesce in qualche modo a sopravvivere.

GERMOGLI IN FIORE (V EDIZIONE)

Germogli in Fiore, giunto alla sua quinta edizione, ha saputo, anche quest’anno, far emergere la sensibilità che i ragazzi possiedono, ma che spesso tendono a non mostrare.

Questo Premio Letterario, la cui partecipazione è totalmente gratuita, ha visto come protagonisti 88 studenti di prima, seconda e terza media di 7 Istituti della Provincia di Roma, guidati dall’esperienza dei propri insegnanti che hanno indirizzato le emozioni dei giovani poeti in erba lasciando loro libertà d’espressione. Il tema di questo anno: la contaminazione dei sensi.

L’utilizzo di figure retoriche come le sinestesie e non solo, ha permesso di intrecciare le parole, verso dopo verso, dando filo da torcere ad una giuria guidata dalla Presidente Letizia Leone, che insieme all’esperienza di scrittori, poeti ed esperti del settore come Massimiliano Affenita, Paolo Bruni, Giacomo Caruso, Giovanni Galasso e Barbara Sarri, ha saputo individuare i vincitori le cui poesie sono state raccolte in questa antologia, che contiene la prefazione dell’agente letterario Roberto Di Pietro.

Horti di Giano, nelle figure di Chiara e Simone Colaiacomo organizza da anni questa manifestazione, volta a diffondere la cultura dell’espressione artistica sotto ogni forma.

Buona lettura… e che la poesia possa sempre essere strumento di bellezza per tutti!

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